Elton Dean



album in pagina:

- Boundaries



collabora in:

- Septober Energy
  (Centipede)

- Delta Flora
- Hopper Tunity Box

  (Hugh Hopper)

- Bremen To Bridgwater
  (Chris McGregor)

- Cutting Both Ways
  (Phil Miller)


- Al Dente
- Rogue Element

- Soft Heap
  (Soft Heap)

- Breda Reactor
- Five Album
- Fourth Album
- Legacy Live In Zaandam
- Live In France
- Third Album

  (Soft Machine)


- Live At Le Mans
- You Are Here... I Am There

  (Keith Tippett)


- The End Of An Ear
  (Robert Wyatt)


- Boundaries
(1980) Japo 60033 - vinile

1. Boudaries 8.10 - 2. Oasis 12.40 - 3. Basho 7.30 - 4. Out Of Bounds 11.43 - 5. Fast News 4.43

Musicians:
Elton Dean,
Keith Tippett, Mark Charig, Marcio Mattos, Louis Moholo

Produced by Elton Dean and Steve Lake
Recorded February 1980 at Tonstudio Bauer, Ludwigsburg
Engineering by Martin Wieland

Tra le agitate onde della musica improvvisata inglese emergono a galla con assiduità i risultati di un mondo creativo in continuo e pieno fermento.
Boundaries ne è un esempio esplicativo e rappresentativo che merita pertanto un angolo di attenzione. La situazione in Inghilterra in questo campo è quanto mai peculiare e, in un certo senso, autonoma rispetto al parallelo panorama europeo e in maggior misura a quello americano. Esiste infatti un'anomalia di fondo nel contrasto tra il fiorire in termini di qualità e quantità di un'ampia base di musicisti e il disinteresse che suscita questa situazione tra organizzatori, discografici e pubblico britannico. Nonostante ciò questo movimento volontariamente slegato dai moduli dell'improvvisazione americana si è creato una propria identità e continua tuttora la sua metamorfosi educativa calcando nuovi sentieri di ricerca.
Tornando al disco in questione, i musicisti che lo hanno realizzato sono legati tra loro (Dean, Tippett, Charig) da un comune passato jazz-rock o pop, che li contraddistingue dagli improvvisatori più radicali, quali Evan Parker, Derek Baley o Trevor Watts da sempre pervasi dell'afflatto musicale al di fuori di schemi preconcetti. Ciò nonostante Dean, Tippett e Charig, dopo le succitate esperienze hanno agganciato ed interiorizzato le recenti esperienze in questione. Dean ha dimostrato in album come
3,4,and 5, Elton Dean, Happy Daze (con la band Ninesense) o nei lavori di collaborazione con Hugh Hopper nel gruppo Soft Head, di aver assimilato benissimo la lezione; altrettanto si può dire di Charig elemento onnipresente dei vari progetti musicali di questo genere. proprio per il suo valore di musicista. Per quanto riguarda Tippett, parlano di lui le disparate esperienze a partire dai King Crimson fino ad arrivare a Centipede, Ark e Ovary Lodge che ne testimoniano l'attività di animatore e ricercatore. A completare il quintetto di Boundaries si aggiungono Marcio Mattos, uno dei più interessanti contrabbassisti londinesi, e Louis Moholo batterista di notevole livello e presenza, tra l'altro molto apprezzato nell'ambito dei concerti di "Un Certo Discorso", organizzati da Rai 3 a Mestre e Roma, dove per l'occasione suonava a fianco di Chris McGregor, pianista con il quale ha fatto parte del gruppo Blue Notes. La musica che viene generata dal conubbio di tutti questi personaggi particolari dà vita ad una trama sonora quanto mai prevedibile e stimolante.
Nella prima facciata in particolare, nei due pezzi
Boundaries e Oasis, viene a crearsi una tensione apparentemente in equilibrio su un filo destinato a spezzarsi da un momento all'altro e che invece continua a vibrare sotto le sollecitazioni dei vari assoli che si sovrappongono in maniera continua.
Simili a questi due brani sono anche il primo della seconda facciata,
Basho (con un ottimo assolo di Charig) e il conclusivo Fast New. Di grande suggestione è infine Out Of Bounds dove largo spazio è lasciato a turno ad ogni singolo strumento che sembra impegnarsi in una ricerca introspettiva tendente a privilegiare le più disparate capacità sonore rintracciabili.
Un disco in definitiva che risulta un tassello in più immesso in un mosaico ancora in via di completamento ma che ha già evidenziato i contorni di una propria figura autonoma nel campo del linguaggio musicale improvvisativo inglese ed europeo.
Franco Scarpa da Rockerilla n° 7 settembre 1980